Un orecchio sui binari


 

 

Chiara Valerio, LA GIOIA PICCOLA D’ESSER QUASI SALVI, Nottetempo

Fa uno strano effetto leggere questo racconto. La piccola Giulia perde la mamma che si butta dal balcone come per raccogliere la scarpetta sfuggita alla figlia. Giulia cresce grazie alla nonna Agata, una donna forte, autonoma, colta che dimentica gradualmente i nomi e le cose, non il suo dolore. Marco e Giulia si conoscono fin da bambini e la loro amicizia riprende anche dopo il viaggio e l’assenza di Giulia. La scrittura corre a mille, il tracciato però non è tortuoso, il ritmo vorrebbe essere sincopato, il traguardo raggiunto è tuttavia un testo scorrevole. Forse anche troppo. Troppe le parole che si consumano. O forse no. Si sa che Marco vuole Giulia, lei vuole e avrà la donna di Marco. Ma è attorno a quell’incomprensibile tragedia infantile mai superata di Giulia e di quel microcosmo che si sviluppa il tema del dolore, quello di un’amicizia e poi di un amore senza speranza. Forse è vero che siamo dentro un grande incantesimo e che per svegliarci aspettiamo il bacio di un principe o di una principessa. Forse è vero che il nostro dolore è il rospo delle fiabe che abita dentro di noi e la nostra esistenza è fatta di alcune piccole gioie che cerchiamo solo per il bisogno di salvarci almeno un po’. Fa uno strano effetto leggere questo racconto. Un orecchio sui binari.


 

 

Impotente a fermare le oscillazioni del gelido acciaio


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LE ONDE di Virginia Woolf
Ho frequentato di rado le letture di Virginia Woolf, un proposito giovanile non mantenuto, e per una serie di circostanze casuali, solo oggi, in età matura, mi è dato capire come ci sia un filo sottile che a partire da noi stessi dilata le sue maglie sottili fino a invadere gli spazi nebulosi del mondo circostante. E di colpo sono qui con in mano questo piccolo grande capolavoro. Non saprei definirlo. Anzi, non saprei finirlo. Ripiegata l’ultima pagina e richiusa la copertina del libro, la lettura può riprendere dalla prima riga e così via via sino all’infinito, volendo. Cosa che ho fatto, per il vero, leggendolo una seconda volta, parendomi, con mia sorpresa, un altro testo. E una terza ancora: stavolta, però, una lettura più sincopata, saltando paragrafi e capitoli, un levarsi e un cadere, un silenzio e un urlo, un incontrarsi e allontanarsi.
È una non-storia: i sei personaggi, ognuno ben distinto dall’altro, sono seguiti non per le azioni che compiono ma per i pensieri che li accompagnano dall’infanzia sino alla maturità. È il moto perpetuo delle onde (della vita che scorre) che movimenta il loro agire sino al concetto del fluire, come flusso di immagini che scivolano a ritmo una dietro o avanti l’altra.
Le onde è un libro sul tempo, dice l’ottima Nadia Fusini, che introduce il testo per l’edizione 2011 dell’Einaudi. Dunque, un libro sulla vita come puro passaggio, il suo impalpabile eterno consumarsi e conservarsi. E il tempo non è scandito dal logico prodursi e riprodursi di una storia cronologicamente logica, con un inizio uno svolgimento e una fine, ma da un chiarore che irraggia e da un’ombra che illanguidisce. Un eterno ritorno ciclico. Consiglio vivamente per una lettura che è da essere niente altro che consapevole.

Incontro con Neandertal


Grazie alla penna di Italo Calvino e alle voci di Fausto Siddi e Carlo Lugliè incrociamo, al museo dell’Ossidiana a Pau, l’uomo di Neandertal, uno dei protagonisti di Ossid_Azioni <2, l’unico posto al mondo dove le interviste impossibili diventano possibili.
Un posto magico dove l’ossidiana sprigiona la sua prodigiosa potenza ossidante combinandosi con noi e facendoci dono di incontri imprevedibili e spiazzanti con le altre importanti protagoniste, le Macchine poetiche di Lino Fois. Sicché le abbiamo conosciute meravigliandoci come bambini, e ringraziamo perché esserne senza fa tanto poveri. Riduce l’insipienza mentale, accresce la capienza immaginativa: insomma come in un processo di ossidazione.

Sino all’8 giugno.

Il Museo dell’Ossidiana presenta


Sabato 3 maggio 2014, ore 19.00 presso il Museo dell’ossidiana di Pau, in via San Giorgio, 8 (fronte Municipio) inaugurazione della seconda tappa di un percorso espositivo che attraversa il Tempo: Ossid_Azioni # 2.

Protagonista sarà l’artista Lino Fois con il suo ciclo di installazioni Macchine.

Nell’occasione, l’attore Fausto Siddi interpreterà, in un’imperdibile breve performance teatrale, il testo Intervista all’uomo di Neanderthal di Italo Calvino, tratto dalla raccolta Interviste Impossibili (1974).

Un buon bicchiere di Vino Ossidante ci accompagnerà, in chiusura di serata, per condividerne i positivi effetti – attivazione di sorrisi e pronunciato solletico neuronale – già riscontrati per l’inaugurazione di Ossid_Azioni #1.

La mostra sarà visitabile fino all’ 8 Giugno.

Le Strade di Filadelfia


Il taxi si ferma e chiedo: – Quant’è?
– Ottanta dollari, – mi fa.
– È uno scherzo?
– Ottanta dollari, – ribadisce, come se nulla fosse.
– Ah!
Dove ho passato la mia vita fino ad oggi?
Bentrovata Filadelfia!

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Un ondulante fischio acuto e imprecisato sento provenire di lontano, nell’aria umida e piovosa. Lo speaker del telegiornale legge il notiziario, lo stesso da due ore e i jingle della pubblicità sovrastano ogni altro rumore. Le sedie cigolano, mentre i passi ticchettanti di una donna che avanza accanto a me senza che io la veda, rimbombano facendo eco nelle tenebre oscure, sempre più imminenti, sempre più vicini e poi si perdono nel nulla più profondo, sino a scomparire nel silenzio teso e assoluto.